Pubblicato da: ruotenelvento | dicembre 6, 2009

Quale Federazione per kite-buggy e landsailing?

I velisti di terra che praticano questo sport in Italia con una certa frequenza sono circa una decina, ai quali se ne aggiunge un numero leggermente superiore che con il proprio carro a vela si reca all’estero, soprattutto in Francia. È un numero troppo esiguo per pensare di dar vita a un’associazione specifica della quale a essere sinceri nessuno, per ora, sente la mancanza. Si sa, gli appassionati degli sport del vento sono terribilmente individualisti, piuttosto riottosi a un associarsi che vada oltre una bella giornata in compagnia. Anche l’esiguità degli spazi favorisce una certa diffidenza verso un’estensione massiccia. 

 Oggi un’Associazione che raccoglie anche i carri a vela esiste già. È l’AIAT (Associazione Italiana Aquiloni da Trazione e carri a vela), fondata al Monte Petrano nel 1996. E’ un’Associazione che ha avuto alti e bassi, sostanzialmente locale, quindi legata all’attività del Petrano e rivolta soprattutto agli appassionati di kite-buggy e MTB, e nel cui Statuto si parla anche di favorirne l’aspetto sportivo. L’AIAT in teoria è anche riconosciuta dalla FISLY (Federazione Internationale de Sand et Land Yachting), l’organo che gestisce tutta l’attività sportiva.  In realtà in dieci anni di partecipazione ad eventi internazionali non ne ho mai avuto bisogno, né i dirigenti FISLY con i quali ho avuto contatti hanno mai mostrato interesse verso l’AIAT, che non figura ovviamente né come full né come associated member

I vantaggi di un’Associazione li conoscono tutti. Si costituisce quel potere contrattuale in grado di conquistare assicurazioni specifiche, di trattare con autorevolezza con il privato, con gli sponsor e soprattutto con il pubblico per ottenere spazi riservati e regolamentati oppure fondi anche a livello internazionale se vengono proposti programmi di ampio respiro. Inoltre si può agire con maggior vigore per diffondere i nobili principi di questi sport del vento che si inseriscono con il massimo rispetto nella natura.

A questo punto è auspicabile che cominci a sorgere una rete di Associazioni locali. Oltre all’AIAT penso a tutte quelle altre Associazioni che già svolgono attività di landsailing, come  PowerKiteSardegna (http://www.powerkitesardegna.com/)  e al Circolo Nautico Amici della Vela di Cervia, oppure che sono un punto di riferimento storico per i buggy, come il Kite Team del Lago di Bilancino, o che sono in grado di offrire spazi adeguati, come la scuola di kitesurf (http://www.scuolakitesurf.it/ ) sul Trasimeno.

E se questa rete di associazioni sentisse l’esigenza di riunirsi in una Federazione, allora sarebbe opportuno che i carri a vela si trovassero in compagnia dei kite-buggy e del mountainboard, con i quali condividono gli spazi sia in Italia che all’estero. Un tale assetto renderebbe l’Associazione omogenea alle altre “gemelle” che troviamo in altri Paesi europei come Francia, Belgio, Olanda, Regno Unito ed Eire. Personalmente ritengo che l’eventualità di formare un Ente che gestisca tutte le discipline (acqua, terra e neve) legate all’utilizzo degli aquiloni da trazione e all’interno del quale la preponderanza del kitesurf creerebbe uno squilibrio dannoso per tutte le attività coinvolte. 


Responses

  1. In italia per quanto riguarda il mountainboard esiste già da tempo un’associazione riconosciuta dal CONI e più in particolare dalla FIHP, che gestisce tutto il mondo del mountainboard, soprattutto per quanto riguarda il suo uso tradizionale (freeride, freestyle, ecc), che per quanto riguarda l’utilizzo con il kite.
    L’associazione si chiama MIA (Mountainboard
    Italia Association) all’interno della FIHP/CONI.
    L’utilizzo del mountainboard in quanto tale ha delle sue specificità che riguardano la tavola, il suo assetto e pertanto una sua didattica peculiare ed esclusiva che abbraccia anche l’utilizzo con il kite…..che sia una discesa (e perciò la forza di gravita), od un aquilone (il vento che ci tira), cmq sia si tratta di utilizzare gli stessi principi per la conduzione della tavola. Principi codificati inizialmente dalla sua naturale essenza (la discesa), ed applicati poi anche all’utilizzo con il kite.

    • Ciao riki, grazie per il tuo intervento. Che kite-buggy e carro a vela (e al limite MTB) debbano convivere in associazioni e poi in una prossima Federazione è solo una mia opinione personale, oltre che un auspicio, basato su quello che accade in altre realtà internazionali. Vedremo cosa ci porterà il futuro, se il landkite (buggy, MTB e snowkite) troverà un suo assetto indipendente o se finirà insieme al kite-surf. Come fai giustamente notare il mezzo è strutturalmente lo stesso, ma agli occhi di molti la presenza dell’aquilone cambia le carte in tavola, come surf e kite-surf. Per il carro a vela, chissà…


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