Pubblicato da: ruotenelvento | aprile 1, 2010

GRASS SAILING

Lo so che dovremmo mirare ad avere quello che ci piace, ma in certi casi dobbiamo farci piacere quello che abbiamo. In Italia abbiamo laghi asciutti come Ivanpah? No. Abbiamo piste come La Franqui? No. Abbiamo spiagge come Le Touquet? No. Abbiamo un’Aeronautica Militare che ci fornisce un aeroporto come Waddington? No. Bene, allora adattiamoci all’erba e cerchiamo di tirare fuori il meglio dal GRASS SAILING. Facciamone una disciplina, non sarà certo meno entusiasmante del sandyachting o del landsailing. Anzi. Tor Vergata – e in misura minore il Petrano – insegna che navigare in carro a vela sull’erba mette a dura prova la nostra abilità, la nostra resistenza fisica e la nostra capacità di sfruttare al massimo il terreno. Con 20 nodi e una 5.3 mq si esce da qualsiasi situazione, anche con la malva alta alta. In finale non ho riscontrato grosse differenze tra gomme standard e big foot, che assorbono meglio le irregolarità di un prato ma non riescono a sfuggire all’abbraccio dell’erba, soprattutto se umida. La grande superficie d’appoggio delle 21x12x8 aiuta se si vuole fare un pò di freestyle e rimanere in equilibrio, al prezzo di una minore reattività, accelerazione e velocità. Mi piacerebbe provare, anche se a confort zero, delle coperture strette e alte, in modo che sollevino più possibile asse e scocca da erba e terreno. 

Le situazioni che danno le maggiori soddisfazioni sono il riuscire ad andare in salita. Una volta che si riesce ad approfittare di ogni raffica, di ogni metro di area più compatta, rasata o di sentiero, allora si possono effettuare bordi lunghissimi. Meglio scendere qualche metro di sentiero col vento perfettamente di prua che farne dieci al traverso in piano ma sull’erba alta. Vela sempre piena, senza ridurla, e alta, senza paura (a meno che non ci siano 30 kn di base…). Meglio lasciarla aperta e non a segno per paura di prendere troppa velocità che rimanere ingolfati in ogni valletta. Sempre con il casco, sempre con la scotta in chiaro e in mano e sempre in campana. Primo perchè nessuno sa cosa si nasconde sotto la vegetazione (fossi, buche, pozzetti in cemento, paletti). Secondo perchè pensare che sotto una violenta raffica sull’erba il carro sia ancora così reattivo da impedirvi di ribaltarvi è una mera illusione. Una volta presa la mano vi accorgerete che navigare su una spiaggia liscia, piatta e ampia è roba da ragazzini, troppo facile…


Responses

  1. Bravo ben fatto obiettivo e da grande appassionato intenditore .
    Ho trovato tante notizie che non avrei mai trovato da solo.
    Grazie
    Alberto


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