Pubblicato da: ruotenelvento | giugno 3, 2010

RECORD: 75.4 kmh A MACCHIAREDDU!

Noi siamo dei bambini, in tutti i sensi. Non solo perché continuiamo a divertirci annusando ogni giorno il vento che ci possa garantire due bordi a ruota alzata, ma anche perché non abbiamo alle spalle la tradizione di altri Paesi. In fondo è solo dalla seconda metà degli anni Novanta che ci siamo anche noi italiani. Ci manca una Storia, e quindi dobbiamo cominciare a costruircela. Un passo importante in questa direzione l’ha marcato Alessandro “Gassa”, che il 2 giugno a bordo di un blokart ha fatto registrare quello che possiamo definire il primo record di velocità nazionale. Il GPS ha segnato 75.4 kmh, un risultato eccezionale se si pensa che il primato assoluto per un blokart è di 100 kmh. Ora, 25 kmh di differenza sembrano pochi, ma tutti noi sappiamo che più andiamo verso quelle velocità così elevate e più il gap è difficile da colmare. Tuttavia bisogna considerare che il record assoluto è stato stabilito su un’ampia superficie desertica dell’Arizona con un blokart con il pod – che migliora la penetrazione aerodinamica – e con una vela da 2 mq. Il nostro “Gassa” invece correva a Macchiareddu (CA), che, seppur ampio, non offre lo stesso slancio, con un bk “naked” e con una vela inadeguata per tentativi del genere. 4 mq sono veramente troppi e la sessione si è conclusa con una capottata cattiva, per fortuna senza conseguenze. È lo stesso “Gassa” che ci racconta com’è andata:

“E’ facile spiegare cosa è successo: aspettavo la raffica giusta (33
nodi) e mi lanciavo, prima al traverso (mura a sinistra) per poggiare e accelerare, ma una raffica molto più forte (dicono 39 nodi e
più) mi ha sollevato da dietro (lasciando poggiata in terra solo la
ruota anteriore) e sbattuto a velocità di record in terra strisciando
per circa 20 mt. La botta è stata molto forte, il trasto che tiene la
forcella si e piegato verso sinistra, cosi come il porta albero e
forcella di conseguenza. Ho delle considerazioni da fare, intanto è un
pò da pazzi esagerare in questa maniera, ma sicuramente come mi rimetto
in sesto io ed il blokart ci riproverò, per evitare quello che è
successo dovrò anche dotare il mezzo di appropriati sistemi di
sicurezza come rivestire il telaio della seduta con materiale morbido,
visto il livido che mi ritrovo sulla schiena dovuto dalla botta nella
seduta, e cosi le traverse. Mi dispiace aver creato danni al mezzo ma
era praticamente impossibile correggere a quella velocità l’assetto del
mezzo, poi quando ho staccato le ruote sono rimasto in balia del
vento….poi la botta e poi la strisciata…insomma un bel voletto.”

Siamo tutti grandi e vaccinati e non collezioniamo francobolli. Sappiamo quali sono i rischi, ma anche il piacere di certe sensazioni e del fragile equilibrio di questo sport. Con mezzi robusti (sovradimensionate sempre se pensate all’autocostruzione), vele piccole, protezioni e casco integrale non è da pazzi, l’elemento fondamentale è sempre la consapevolezza dei propri limiti. Sono certo che il risultato di “Gassa” servirà da stimolo per molti velisti di terra e, in un certo senso, aggiunge interesse al raduno (per info segui il forum di Power Kite Sardegna http://www.powerkitesardegna.com/)che si svolgerà il prossimo settembre a Macchiareddu, l’unico spot italiano sul quale è possibile raggiungere certe prestazioni.


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