Pubblicato da: ruotenelvento | giugno 25, 2010

KARIN KERKENBUSCH

Cominciano con questo articolo le interviste di ruotenelvento ai protagonisti del mondo del landkite e del landsailing – Enrico Azzini

Chi è Karin Kerkenbusch?

Sono presidente e fra i membri fondatori di Mountainboard Italia Association, associazione nazionale che si occupa della promozione e dello sviluppo del mountainboard, in tutte le sue forme, in Italia, oltre ad un’eterna bambina che ha trovato l’isola che non c’è.

L’interesse per l’aquilonismo da trazione com’è nato?

Per caso, ho incontrato un grande buggy rider (che purtroppo non è più con noi) ad un nostro evento di discesa e grazie alla sua amicizia e passione ho provato ad alzare un aquilone da trazione. Io nemmeno da piccola avevo provato interesse verso gli aquiloni, ma ho fatto anni di windsurf da ragazzina, per cui quando ho sentito la forza del vento in quel 2mt che mi è stato fatto provare è stato un attimo capire quanto fosse bello e dedicarci tutta me stessa. A volte basta una persona ad aprirti un mondo.

 

Tu ti occupi anche dell’organizzazione di manifestazioni. Qual è l’atteggiamento delle istituzioni nei confronti di queste discipline? Tra poco c’è Bardonecchia, da quello che ho capito mi sembra che lì l’appoggio istituzionale sia totale. E a proposito, che succederà a Bardonecchia?

L’Italia è un paese difficile per definizione e la cultura sportiva manca decisamente. I pochi sport che vengono seguiti sono sempre i soliti e sviluppare qualcosa di nuovo, soprattutto con l’etichetta di sport estremo che i nostri si portano dietro, lo è ancora di più. Diciamo che ci sono regioni più facili in cui fare breccia e di conseguenza interfacciarsi costruttivamente con le istituzioni , e regioni davvero quasi inespugnabili. Manca poi da parte delle persone quella consapevolezza di base che comunque lo sport forma il carattere, aiuta a crescere, serve su tanti piani,e sport come i nostri sono tecnici e richiedono attenzione e dedizione, quindi volendo ancora più completi di altri.

A Bardonecchia, che da anni ci supporta come realtà locale, permettendoci di organizzare eventi importanti e di utilizzare piste ed impianti di risalita senza problemi, quest’anno sono decisamente fiera di annunciare che il 3 e 4 luglio si terrà il mondiale di mountainboard discesa libera. Ci è stato espressamente richiesto dalla Federazione internazionale, grazie ai risultati dei precedenti campionati italiani ed europei, quindi una soddisfazione grossa, conseguita solo grazie ad impegno e serietà,e alle nostre splendide montagne.

Secondo te in Italia ci sono spazi e opportunità per manifestazioni di respiro internazionale? Tu sei in contatto anche con riders stranieri. A loro piace venirci a trovare?

L’Italia è davvero il Bel Paese e gli stranieri quando vengono,che sia per fare kite che sia per fare discesa ne rimangono entusiasti, innamorati direi. I ragazzi di Trampa ne sono un esempio, ma anche lo stesso campione del mondo di downhill lo ha dimostrato con Bardonecchia, e gli spazi per manifestazioni internazionali ci sono decisamente, sta a noi che abbiamo passione e interesse a far si che queste possano venir organizzate. Certo serve impegno e anche denaro, ma se si lavorasse insieme per costruire qualcosa si riuscirebbe a trovare anche quello. Il discorso è molto lungo, le Federazioni stesse in Italia non hanno soldi, la realtà sportiva è davvero sconfortante, ma forse percorrendo altre vie le cose possono cambiare.

Il discorso di una federazione che raccolga tutti i praticanti di landkite (mountainboard e kite-buggy) si è completamente incagliato. Pensi che la situazione possa sbloccarsi in tempi brevi?

Questa è una domanda difficile a cui rispondere, iniziando dai motivi elencati sopra, mettendo un po’ di se e di ma potrei rispondere, comunque non si è proprio incagliata, diciamo che è più difficile realizzarla rispetto al previsto. La burocrazia e la forma obsoleta del CONI certo non aiutano,e ci vorrebbero tante braccia e tante teste quindi tanta gente a lavorare per un interesse comune, è difficile unire i gruppi e lavorare per uno scopo unico. Vedremo, io continuo ad essere positiva e sicuramente cercherò di dare il mio contributo, come sto facendo oggi.

Secondo me un problema – a monte di quello di una Federazione – che impedisce un pieno sviluppo di queste discipline è un certo gusto per l’anarchia che frena addirittura il semplice associazionismo. Non so quanto si possa andare avanti con raduni spontanei e clandestini, no?

Esatto, è un po’ quello che sottintendevo io, si dovrebbe cercare intanto di fare raduni meno clandestini e un po’ di associazioni locali, questo sarebbe un passo avanti.

In Italia non è che andiamo proprio di lusso per gli spazi. Alla fine sono sempre gli stessi e nemmeno tanto grandi. Poi capita che quelli col carro a vela e quelli col mtb si annodano, come ci è successo a Coloriamo i Cieli… A parte gli scherzi, dieci anni cercando di acchiappare spot adeguati mi sono serviti per capire che le opportunità maggiori possono venire dalle avio superfici, come Castiglione. Che ne pensi? Credi che potremo avere qualcosa di simile all’ex aeroporto berlinese di Tempelhof, recentemente aperto anche al landkite a al landsailing?

Sarebbe ideale poter usufruire delle aviosuperfici, sono terreni drenati, lavorati e bonificati, ideali per fare landkite e correre con i carri a vela, ma ottimi anche per gli aquiloni acrobatici. Insomma sarebbe il paradiso a portata di tutti, me lo chiedo spesso se anche in Italia si potrà mai arrivare ad una realtà come il Tempelhof. Però tristemente anche il Tempelhof non avrà vita lunga, stanno lottizzando e verranno costruiti credo 4 quartieri in quel’area, verranno lasciati solo spazi verdi, e questo dovrebbe progetto dovrebbe partire nel 2013. Però intanto il Tempelhof è una realtà, noi dobbiamo scappare a gambe levate spesso e volentieri se qualcuno “ci becca”o comunque vivere con una spada sulla testa. 

A me sembra che nonostante alcuni problemi – per cominciare sempre quello degli spazi – l’interesse per il landkite sia in crescita, come anche quello per il landsailing. Dal tuo punto di vista?

Secondo me, essendo sport molto affascinanti e alla portata di tutti, hanno un enorme potenziale, e sono in crescita. Sono titolare di un negozio di mountainboard, longskate e kite da land (dirt corner, http://www.dirtcorner.com/ – n.d.r.), se vogliamo tastare il polso il settore è in crescita, e sicuramente il kite in ogni sua versione. Succede lo stesso per il landsailing, di cui prima di iniziare ad interessarmi, non pensavo avesse tanti praticanti, crescerà ancora tanto. Speriamo di riuscire ad avere gli spazi per poterlo praticare, quando penso alle traversate nel deserto con i carri a vela mi chiedo come possa la gente continuare a voler andare in macchina. E questo lo penso ogni volta che vedo un carro a vela, non potrebbero omologarli per un uso urbano?


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