Pubblicato da: ruotenelvento | marzo 25, 2011

Anche Roma ha un PETER LYNN TEAM RIDER!

Peter Lynn (http://www.peterlynnkites.com/) è un nome che non ha bisogno di presentazioni. Ma dal momento che questo è un blog dedicato al landsailing più che all’aquilonismo da trazione, due parole bisognerà pur dirle. Al Marchio creato dal vulcanico ingegnere neozelandese sono legati lo sviluppo, a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta, dei più innovativi powerkite  e l’elaborazione del concetto di buggy come oggi lo conosciamo tutti.  Nell’ultimo anno, nonostante le accuse di un certo immobilismo promozionale, le cose in Italia per Peter Lynn hanno preso una vigorosa accelerazione. Nella primavera 2010 il team si è arricchito di Roberto Fornasieri, più noto come Pitu (le schede le trovate su http://www.peterlynnproducts.com/). È molto competente, simpatico, gira parecchio, si costruisce le tavole e ci mette veramente tanta passione.  A dirla tutta ha un unico ma gigantesco difetto: se c’è troppo vento per i kite e riesce a mettere le mani su un carro a vela dovete sparargli per farlo scendere. Anche Dirt Corner (http://www.dirtcorner.com/) ha cominciato a far parte dello staff, non solo con gli aquiloni, ma anche per quel che riguarda buggy e accessori. Fresco fresco è arrivato nella scuderia PL Pier Francesco Vasselli, alias P.F..

Chi è P.F.?

Pier Francesco è uno dei tanti che un giorno in televisione ha visto un mito chiamato Robby Naish che viaggiava su una tavola da surf tirato da un aquilone. “Che spettacolo!” ha pensato. Era il 2000: un anno dopo aveva preso la sua prima attrezzatura e il virus ha fatto il resto.

Io posso avere solo qualche debole intuizione, ma in pratica cosa fa un team rider? E poi chi te lo comunica che lo sei diventato? Vedi sul display del telefono una chiamata dalla Nuova Zelanda?

Il Team Rider sponsorizza il marchio, lo promuove sui forum e in spiaggia e a volte, quando è buono come me, fa provare i propri kite. Normalmente nessuno ti cerca a meno che tu non sia un Pro, ma nel mio caso dopo aver provato questo tipo di kite mi sono proposto io in PL. Loro mi hanno chiesto un curriculum e alla fine, visto che nella mia zona non c’era nessuno, ci siamo messi d’accordo. Comunque nessuna chiamata dalla Nuova Zelanda… al limite dal Belgio!  

Spot preferiti? In Italia e fuori, intendo.

Lo spot preferito in Italia è il nostro litorale romano, anche perché è dove esco di più. In Sardegna mi piacciono Porto Pollo, Chia e Vignola; in Sicilia mi sono divertito allo Stagnone; in Toscana sono uscito parecchie volte a Talamone, ottimo per il suo termico, anche se rafficato, e la sua acqua bassa. All’estero ho veramente goduto nel surfare sulle acque di Zanzibar, ma ho apprezzato molto anche l’Egitto.

Tu stai a Roma. Secondo te è una piazza difficile? Ha delle caratteristiche specifiche? Non parlo solo di mercato, ma anche di congestionamento in acqua, di pregiudizi nell’opinione pubblica da una parte e di  comportamenti più anarchici della norma dall’altra.

Roma secondo me, non è una piazza più difficile di tante altre; purtroppo ci sono posti dove il concentramento di “coatti” è più elevato, ma anche dei posti dove si esce veramente bene. Per quanto riguarda il mercato, per come la vedo io, il mondo del kite è veramente un mercatino delle pulci. Considerati ebay, i promoter che vendono sulla spiaggia e i forum dove trovi praticamente tutto, un negoziante non so come riesca a sopravvivere. Per quanto riguarda pregiudizi e falsi miti a volte purtroppo devo dire che hanno dei fondamenti. Spesso si vedono kiters che non hanno il minimo rispetto delle regole, precedenze in acqua, sicurezza ecc.ecc. quando poi arriva il periodo estivo e le spiagge si popolano tutto questo si nota di più.

Quali sono i prodotti sui quali PL sta puntando in questo momento? Per quale motivo uno si dovrebbe comprare un PL? 

PL è sempre in fase di progettazione: ci sono delle novità in arrivo, ma ancora non ci è stato anticipato nulla. Sinceramente penso che i kite siano quasi tutti prodotti validi; quello che consiglio sempre io è di provare e poi scegliere. I PL secondo me sono dei bei prodotti, hanno un loro mercato e tengono molto bene il loro valore e poi mi è sempre piaciuto avere un prodotto un po’ di nicchia. Provo un sottile piacere quando arrivo in spiaggia, apro, monto e vedo tutti che guardano incuriositi.

Il tuo collega team rider PL, quel debosciato di Pitu, lo conosci?

Roby, quel simpatico debosciato, è stato la chiave per la mia entrata in PL😀

Hai già programmato a quali eventi prendere parte in questa stagione 2011?  

Penso di partecipare al foil fest a maggio, al sunset race da Calbucci e poi questa estate sarò in giro in Sardegna per 2 settimane a Luglio e i fine settimana di Agosto sarò tra Lazio e Toscana.  

Per PL, che si è sempre contraddistinto per i foil, si è cominciato a parlare di un gonfiabile. Ne sai qualcosa? E se pure fosse, sarebbe un sacrilegio così orribile?

Nulla sacciu e comunque preferirei che si sviluppasse ancora la piattaforma ARC senza stravolgerla, poi se nella gamma dei prodotti dovesse entrare anche un pump kite non lo vedrei come un sacrilegio.

Scusa, ma noi del landsailing abbiamo una conoscenza un pò limitata su certi argomenti. Io al massimo riconosco un foil da un pump. L’ARC che caratteristiche ha?  

Il progetto ARC è il progetto che permette ad un foil di volare solamente con 4 cavi e senza ausilio di briglie.

Con il kite terrestre come va? La presenza di un team rider di un marchio grosso come PL a Roma potrebbe anche essere l’opportunità per valorizzare Tor Vergata, non credi? Una Tor Vergata che, detto tra noi, nel panorama nazionale non è per niente male.

Sono pienamente d’accordo con te. Sono venuto poche volte a Tor Vergata e a parte quei maledetti canaletti nascosti che mi hanno fatto fare un botto clamoroso penso che sia un spot veramente da valorizzare. Ora ho investito in Charger però per il prossimo inverno voglio farmi un quiver Peter Lynn  sia per lo snow che per il mtb

Se ti fosse concesso un supporto illimitato (rimborsi, assistenza, ecc) a quale impresa veramente “gajarda” ti dedicheresti?

Una cosa che avrei voluto fare con un laserino ma che oggi si potrebbe fare anche in kite è il giro d’Italia in kite. Naturalmente bisognerebbe avere un po’ di tempo e un po’ di soldini per la logistica. Ma a pensarci bene non è una cosa impossibile. Non mi ci far pensare troppo altrimenti mia moglie mi uccide.

Della sostenibilità ambientale e sull’impatto zero degli sport del vento come l’aquilonismo da trazione non si discute. Non so però quanti ci pensino realmente, sembra più un effetto collaterale inconsapevole. Secondo te nel giro dei praticanti ci si occupa poco di questo aspetto?

Il kite è uno sport bello, divertente e anche un po’ per esibizionisti, ma non credo che siano molti i kiters che si soffermino sul fatto che sia anche eco-sostenibile e probabilmente se anche non lo fosse lo farebbero ugualmente.

Beh, ora…shhhhhhh, P.F. mi invita a lasciarlo solo, ha bisogno di concentrazione… è anche un poeta, e sta componendo un grande dramma in versi – vita vissuta, mica chiacchiere – intitolato KITESURFERS DAVANTI AL CHECK IN DELL’AEROPORTO… hei P.F. che ce la fai leggere in esclusiva? Un vago cenno con la testa, con la mente è già lontano…


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: