Pubblicato da: ruotenelvento | maggio 3, 2011

RADUNO POWERKITE a Castiglione del Lago – IN FINALE

IL RADUNO – E’ veramente difficile pensare che a Castiglione del Lago le cose potessero andare meglio e gran parte del merito va all’organizzazione e ad Enrico che si è preso cura di noi del Powerkite. Il vento poi ha soddisfatto tutte le esigenze: da una parte ha permesso a chi non aveva mai preso in mano un aquilone di acquisire sicurezza, dall’altra ha regalato a riders e piloti esperti un fine settimana per correre e sfidarsi. Gagliardi e tosti anche tutti quelli che hanno ignorato delle previsioni catastrofiche: un Raduno è un Raduno, l’unica tautologia ammessa.   

CASTIGLIONE DEL LAGO – Castiglione del Lago rispetto ad altri spot ha un vantaggio incomparabile. Certo, la poesia del Petrano non si batte e per la velocità Macchiareddu resta il top. Ma per far crescere landkite e landsailing – sempre che uno voglia farli crescere – bisogna anche contare su una struttura che possa accogliere e gestire in maniera ottimale un gran numero di persone. Un’ulteriore  conferma insomma che il futuro per l’Italia è rappresentato dalle aviosuperfici e da spazi analoghi, come potrebbero essere i kartodromi e i grandi parcheggi (almeno per il landsailing). 

L’ARIA CHE TIRA – Il movimento visto a Castiglione è stato molto positivo. Quelli che di solito navigano in carro a vela hanno giocato con gli aquiloni, qualche buggysta è salito per la prima volta su un carro a vela. C’è gente come Karin KerKenbusch di Dirt Corner che si fa veramente in 4 per consentire a un mucchio di gente di provare il materiale. E se tripla K lo fa per lavoro oltre che per passione, tutti sono stati estremamente disponibili e generosi per far sì che si il giro si allarghi. E per la prima volta ho visto correre con il buggy un bambino – avrà avuto sui 10 anni – e come camminava! L’unico cruccio è che FORSE CI STIAMO SPRECANDO. C’è gente che va veramente forte, che in una competizione internazionale non se la caverebbe niente male.       

CARRI A VELA PER L’ITALIA  –  Il meeting di Castiglione ha ribadito che sul fondo più frequente in Italia – l’erba – i Seagull non si battono. L’assale posteriore in vetroresina, l’albero in alluminio, il centro di pressione dove dovrebbe stare, un boma e una bella vela piatta fanno la differenza. Blokart e X-sail saranno veloci sul liscio come La Franqui o sull’asfalto, ma nel grass sailing pagano le ruote piccole e la struttura rigida. La vela di serie più grande dell’X-sail – quella da 5.5 – non mi è parsa molto efficiente. Capisco la filosofia dello user friendly e di un albero flessibile che scarichi le raffiche, ma un pò di vento bisognerebbe pure tenerlo dentro la vela…


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