Pubblicato da: ruotenelvento | novembre 10, 2011

VIDEO KITESURF: dalla kitebeach a Youtube #1

Appena tornato da una simpatica manifestazione di kitesurf, ruotenelvento si accanisce nella sanguinosa operazione del montaggio. Alle sue spalle lo sguardo attento di una delle testimonianze più significative degli Z-movie italiani degli anni Settanta: YETI, IL GIGANTE DEL 20° SECOLO di Frank Kramer, 1977.

Un pò come andare in carro a vela con 15 nodi laminari – non dico 10 loffi nè 40 di buriana – anche produrre un video con una videocamera da 5000 euro, Adobe Premiere o qualcosa di più e due settimane di tempo retribuite potrebbe non volerci niente. ruotenelvento è in un certo senso un professionista, dal momento che ha effettivamente lavorato nel mondo dorato del cinema – come il 94% di quelli che vivono a Roma, pe ‘na comparsata o avè retto dù gelatine – avendo partecipato attivamente ad uno storico capolavoro della cinematografia italiana degli anni ’80, The secret of the Incas’ Empire (non cazzeggio, dico sul serio).

Il materiale utilizzato da RNV è:

VIDEOCAMERA: Sanyo Xacti CA100 con sensore da 14 MP, impermeabile fino a 3 metri. Un pò difficile da reperire, ha prestazioni eccezionali anche senza utilizzare la massima definizione (di solito uso full-SHQ, 1920×1080 30 fps). Unico limite la funzione foto, piuttosto insoddisfacente nella mira/scatto sui soggetti in movimento.

SOFTWARE: un pulciarissimo freeware che si chiama Videopad Video Editor. C’è di meglio, ma questo basta.

Comunque. Qualcuno obietterà che i risultati visibili sul canale del landsailing e del kitesurf sono palesemente amatoriali. Certo, però questi video sono sempre i primi ad andare in rete perchè dopo l’evento sono sufficienti 3 orette di postproduzione per spararli su Youtube. E chi becca più visualizzazioni? Un amatoriale dopo 3 ore o un semiprofessionale dopo una settimana? 

PERCHE’? – Una giornata spensierata al mare? Monitorare processi di informazione e comunicazione? Poco vento per il landsailing? Puntare su una disciplina che acchiappa parecchio per promuovere micio micio il simpatico blog del landsailing e del powerkite?

LA DRITTEZZA DEGLI OCEANI – Siccome i kitesurfers stanno dentro l’acqua, precisamente il mare, confine abisso stato mentale a volte celebrato dalla poesia e blablabla, una linea dell’orizzonte che non sia approssimativamente orizzontale infastidisce la retina. Per combattere una mano un pò instabile ci sono i cavalletti, che portati sulla spalla – simulando un peso da Manfrotto, chicco, prova un pò a portartelo su per il campanile di Civitanova Marche – fanno pure figura.

IL TIRRENO NON E’ UGUALE ALL’ADRIATICO – Perchè ruotenelvento ha preso una telecamera impermeabile? Perchè qualsiasi manifestazione che si svolge sul litorale tirrenico può essere frustrante. Quindi si mette in acqua – a volte porta pure la muta – e riprende con il sole alle spalle. Ovviamente deve stare in campana, per quanto i surfisti siano notoriamente dei poser e non vi uccideranno se manifesterete l’intenzione di trasformare la cronaca in Storia.

L’AMBIENTE – Riprendete tutte quelle cose tipo: il fiorellino piegato dal vento, l’aereo che atterra a Focene, tutta una serie di oggetti incongrui che per un breve momento assolvono una funzione anemometrica, il momento d’effetto (la tromba che annuncia la regata) soprattutto RAGAZZE IN BIKINI (un grassetto maiuscolo sessista aiuta l’indicizzazione nei motori di ricerca): altrimenti il pubblico non specializzato si annoierà molto.

CINISMO & CRUDELTA’ – Nonostante recenti indagini indicano come i videos lunghi suscitino comunque il gradimento del pubblico, preferisco concentrare in 2 massimo 2 minuti e 30″. Primo perchè ho un collegamento lento: alla fine il montato risulta sui 100 MB, ci vuole un’oretta per l’upload . Secondo perchè la sfida è quella di rimanere nelle 3 ore per avere il prodotto finito: dal momento che il girato – in – viene sui 45 minuti, ecco già che un’oretta parte solo per visionare il materiale.

L’AMICIZIA E’ UN VALORE IMPORTANTE… – … e si vede al momento del montaggio: niente panze! niente chioppi! niente facciate alla prima partenza con la nuova tavola race! Solo così potrete sperare che siano pietosi anche nei vostri confronti.

PAZIENZA – Non è che ci vuole pazienza per cogliere i momenti giusti, ma ce ne vuole per non spararsi tutto appena arrivate, sull’onda di un certo entusiasmo. Tanto la roba più interessante arriva proprio quanno s’è depletata la batteria.

MINIATURE – E’ inutile accanirsi su quel puntino nero là in fondo se non avete un teleobiettivo. Potrà anche fare un handle pass appresso all’altro, ma tanto nessuno riuscirà mai a vederlo.

UN MINIMO – Un minimo informatevi pure se non è la vostra parrocchia. Chi sono quelli forti, le novità che stanno facendo chiacchierare l’ambiente, eccetera eccetera.


Responses

  1. Per il montaggio: Kantina numero 1

    Stuga

  2. […]  Appena tornato da una simpatica manifestazione di kitesurf, ruotenelvento si accanisce nella sanguinosa operazione del montaggio. Alle sue spalle lo sguardo attento di una delle testimonianze più significative degli Z-movie italiani degli anni Settanta: YETI, IL GIGANTE DEL 20° SECOLO di Frank Kramer, 1977. Questo capitolo è estratto da un post già pubblicato su https://ruotenelvento.wordpress.com/2011/11/10/video-kitesurf-dalla-kitebeach-a-youtube-1/. […]


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