Pubblicato da: ruotenelvento | marzo 12, 2012

CASTIGLIONE DEL LAGO 10-11 MARZO

WHOAAAAAAAAA!!!

Eh, beh, sì, beh, era da un pò che aspettavamo condizioni simili. Vento bello sostenuto e sole sullo spot più veloce dell’Italia continentale. Sull’aeroporto Eleuteri insieme ad Ale per l’appuntamento con un gruppetto di riders toscani (Kantina, mattonella, mago e Rider 3) e umbri (peccozza e Lelino) fuori con le vele piccole con condizioni al limite e raffiche cattive. ruotenelvento deve spacchettare i trapezi appena arrivati da tripla kappa per dedicarsi un pò al kite, ma tant’è, ‘sta mano pò esse piuma o pò esse fero: oggi è stata fero, tanto per dire che ci sono condizioni per gli aquiloni e condizioni per il carro a vela. Vista l’aria che tirava infatti qualche rider ha provato il landsailing e tra tutti grande peccozza, che nonostante l’abitudine al MTB ha dimostrato di penetrare all’istante anche i diabolici misteri della bolina stretta. Ottimo aperitivo per Coloriamo i cieli dal 27 aprile al 1 maggio, sperando in una brezza un pochino più amichevole e buona per tutti.

NUMERI E GPS – Abituato a uno spot tecnico come Tor Vergata, l’obiettivo della puntata a Castiglione era quantitativo: velocità e chilometri. L’idea iniziale era un endurance, tipo una 100 o una 200 km, e per questo motivo Pier Francesco, il Peter Lynn team rider del Tirreno Centrale, mi ha prestato il suo keymaze. Queste sono cose che si possono fare o con tanto spazio oppure su una pista, avanti e indietro. Purtroppo l’erba in certe zone era piuttosto alta, mentre appena entrato sulla pista si capiva che percorrere gli 800 metri a cannone sarebbe stato impossibile. Avrei dovuto trovare del vento al traverso con minime deviazioni, invece a parte un’oretta meno peggio, l’NNE sull’asse pista costringeva a una bolina poco redditizia e nel downwind si avvicinava all’inutile poppa con una larghezza troppo risicata per bordeggiare al lasco. Così l’endurance è saltata anche se non fa proprio niente perchè 20 nodi di base belli rafficati ti impegnano e ti divertono comunque. In finale ho pure pasticciato col GPS – qualche premutina involontaria ha cancellato i dati – ma in uno dei primi passaggi a freddo erano stati raggiunti i 51 e spicci e nell’ultima sessione di un’oretta e mezza il contachilometri segnava 35. Insomma, a percorrere 100 km è veramente un attimo.

QUANDO LA PISTA TI DEPISTA – ruotenelvento è sempre stato intrippato da certe dinamiche psicologiche come i movimenti fantasma in aeronautica, involontarie pressioni su cloche e pedali. Ottenere il massimo dell’efficienza navigando su una pista non è semplice. Il cervello presume che il vento sia al traverso – capitò l’anno scorso a Coloriamo i cieli e fu una bomba – ed è veramente difficile adattarsi alla direzione del vento reale. Qualcuno obietterà che in fondo, a meno di stare a St Peter Ording oppure a Hoylake, anche la spiaggia ha i suoi percorsi. Sì, ma la spiaggia non dà quell’illusione puramente pistaiola che si potrà ricavare del vento apparente anche per andature molto portanti. Inoltre a metà pista in downwind il vento sembrava morire o girare, impedendo di prendere lo slancioslancio. WHOAAAAAAAAAAA uguale!


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