Pubblicato da: ruotenelvento | marzo 25, 2013

IL CARRO A VELA ELETTRICO – prima parte

Snapshot - 28

Ormai è buio sui Monti della Farnesina. Parcheggio l’elettrica Twizy, sperando che altra corrente, quella che dovrebbe alimentà i lampioni de ‘sta città, me faccia ritrovà ‘a fermata dell’autobus giù all’Olimpico!

Così ruotenelvento se ne va a fare un giro a ELETTROCITY, un simpatico evento itinerante che fa conoscere al volgo i veicoli elettrici e che a Roma occupava uno spazio alle Officine Farneto. ruotenelvento entra, guarda, siccome si è registrato fa un giro di prova, ci prende gusto e ne fa altri. Cavalca intrepido un paio di biciclette a pedalata assistita – una bomba quella commercializzata dall’ENEL, tranquilla e facile la Frisbee Valentina – poi si siede nella TWIZY, il quadriciclo Renault.  Si poteva guidare la versione più gagliarda assimilabile a un 17 CV e classificata come motociclo pesante – quindi serve la patente B – ma ne esiste anche una versione – la 45 da 5 CV – che si può portare a 14 anni. Che dire? A parte la visibilità posteriore nulla, è facile da guidare, agile (un servosterzo non ci starebbe male considerando il target cittadino) e rapida nonostante a fine giornata la batteria era quasi andata (il depliant rivendica 3,5 ore X 2 euro per una ricarica completa). Ora, anche se fosse regalata (e non lo è: allestimento base, tra i 6990 euro della 45 e i 7800 della più potente, senza contare gli sportelli, optional), certo che a Roma… il problema non è l’autonomia (max 100 km) oppure quella cazzata dei Sette Colli – ma perché, voi quanti ne scollinereste ogni giorno? – quanto la collocazione nel traffico capitolino. Dove sto? Mi faccio prendere per il culo da tutti facendo la fila, oppure scavallo la mezzeria moToretta style? Non pare la soluzione decisiva alla mobilità urbana: mentre solo il tassinaro incrementa il numero di ibride e la crisi economica incentiva il ciclismo, per ora continuo a tifare auti e metro (+ Chiorda Safari convertibile in breezycletta, è regolare).

Improvvisamente ruotenelvento svalvola e, forte dell’equilibrio acquisito girando in longboard sul lastrico condominiale, azzarda un personal mover, uno di quegli affari che il senso comune del buon uomo dice che non dovrebbero reggersi in piedi, come lo scienziato nega il volo del calabrone. Conosce così l’Ingegner Roberto Pini, che un po’ per dare una dimostrazione al pubblico di quanto sia stabile il suo GREEN RUNNER, un po’ provocato dall’eccezionale ignoranza di ruotenelvento su tutto ciò che è elettrico, lo scuote e lo tempesta di pugni mentre ci sta sopra. In effetti, il coso non cade. L’Ingegner Pini, simpatico e sanguigno romagnolo, si mette ad ascoltare con attenzione (finge? le Fiere lo annoiano a morte? finalmente un po’ di svago? dà corda a uno psicopatico potenzialmente pericoloso?) strane storie di carri a vela elettrici.


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