Pubblicato da: ruotenelvento | maggio 4, 2013

1. PROVA CAMPIONATO ITALIANO KITE BUGGY: IPOTESI SU UN RULLO COMPRESSORE

GIGI 01 CIKB 012013

Gigi (I-8) si lascia alle spalle boa 4 e il suo pump Switch Kite lo fionda verso il traguardo

ALLENAMENTO – Prendiamo i riders che se la sono quasi giocata nella prima giornata di gare sul Monte Petrano. Enrico Cortona è un istruttore di kitesurf, esce spesso in acqua, fa snowkite e negli ultimi due anni si sta dedicando con molto impegno al buggy. Anche Gigi e KiteRon sono atleti completi che passano da una superficie all’altra con disinvoltura: acqua, terra con MTB e buggy, entrambi protagonisti nel Campionato Italiano Snowkite, il primo con lo snowboard (secondo nella classifica assoluta) e il secondo con gli sci (primo assoluto). Sono due piloti che nei raduni nei quali li ho visti girare al Petrano io esco dalla tenda alle 7 e già ci sono le loro linee che fischiano nella nuvola mattutina, al tramonto loro sono sempre sul pianoro. E i manigliari? Sull’esperienza di persone come Loris, Gobbo, Kantina, Stuga, i due Darii, Mothus e gli altri non si discute. Ma a parte i raduni e il buggy trip annuale, quanto girano ogni anno? Ma vogliamo vedere se uno smaliziato con il kite, dotato di senso tattico e che esce in acqua tutti i giorni – che so? un Mario Calbucci? – si stringesse dentro un buggy, finirebbe indietro in classifica? mmhhhhhh…

PESO – Nei miei anni dedicati all’automobilismo sono sempre stato un fanatico della leggerezza, delle sport car all’inglese tanto per capirci, Lotus Seven e tutte le nipotine. Ero un fanatico della leggerezza anche nei primi anni di landsailing, poi ci ho ripensato. Quando in ciclofficina mi hanno chiesto di che materiale costruiamo il carro a vela perché deve esser leggero, no? io gli ho risposto NO: e lo facciamo di ferro nero (io, tipo a Macchiareddu, a 62 kg  basta che genero un po’ di apparente e già sto sovrainvelato anche con una 4.5 e 10 kn di vento reale). Ai Mondiali di Cherreuix tra i Mini 5.60 uno dei migliori è stato il Plume Kart: 25 kg in acciaio, circa 7/8 in meno rispetto alla concorrenza, ai quali vanno ad aggiungersi due piloti leggeri, ma le condizioni di vento nel “salottino” – le Classi grandi gareggiavano sul vero campo di regata in mezza all’umida baia – erano sul loffio. Ora, se non stiamo parlando di light wind, il peso non è un nemico. Uno dice: quello bello robusto monta un 10 depower, uno che sta sui 65 kg apre la 2.7 a maniglie, ma non è uguale. Questo è un fatto: non ci si può fare niente: capiteranno giornate di vento leggere e allora le cose andranno meglio. In finale la misura che renderebbe una competizione più equilibrata è quella utilizzata con i blokart, un monotipo ripartito in classi in base al peso del pilota, ma trasferirlo ora nel CIKB sarebbe fantascienza pura.

ALI & RUOTE – Da quello che abbiamo visto agli ultimi Campionati del Mondo di Classe 8 di Cherreuix tutti i partecipanti erano in gara con dei foil manigliati, Peter Lynn Vapor al top, l’unico barrato che ho visto era un Flysurfer Psycho. E uno potrebbe anche affermare che il Petrano ha condizioni particolari, con bombe che potrebbero favorire gli aquiloni con il depower (ma Enrico con il pump ci ha vinto Macchiareddu 2012 e nella prima prova CIKB ha utilizzato anche un allround e non un race). Ora bisognerebbe studiarsi un po’ se e quali esperienze sono state fatte negli altri Paesi con i pump, considerando tutto quello che hanno recuperato rispetto ai foil anche nell’ULW. Che sia un’abitudine? Così mettete insieme tutte queste cose e ci avrete capito meno di prima.

Per le ruote non ci sono molte buone ragioni per girare sull’erba con dei big foot pensati per le dune. Assorbono meglio le botte, ma hanno una superficie di contatto che smazza attriti spaventosi. Per essere competitivi sui fondi del CIKB bisognerà affidarsi a qualcosa di più sottile, molti già si stanno attrezzando (anche il CRAB presto girerà con le Sysmic come queste).

Ali e ruote sono elementi indispensabili per essere competitivi, piloti anche forti – come Stuga – non hanno girato perché sprovvisti di un aquilone adatto alle difficili condizioni della prima giornata. Questo significa Campionato Italiano, con tutto il contorno di esperimenti e malizie del mestiere (e probabilmente un’escalation di eurini).

Enrico Azzini per RUOTENELVENTO


Responses

  1. ottima analisi! Io credo che il CIKB è appena partito, in termini di evoluzioni di materiali. Bisogna solo passare dall’ottica della garetta tra amici a quella di un campionato vero e proprio, che non è nel DNA di gran parte di noi, me compreso (ma ci sto ragionando).
    Poi ci saranno sempre atleti migliori di altri, e i materiali non basteranno a compensare.
    Ma al momento ci sono forti differenze di velocità anche sul dritto, e quello dipende in gran parte dai materiali.
    I manigliatini, per quello che mi è parso, soffrono di scarsa accellerazione, e su prato la cosa si vede, soprattutto se abbinati ad un carriolo complessivamente pesante.
    L’esperienze francesi e tedesche non sono comparabili: li si corre su dei biliardi duri e lisciati dal mare.
    Probabilmente la prossima volta verranno montate metrature superiori e forse mi viene in mente che sarebbero utili vele con più ripresa e magari un poco meno tirate.


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