Pubblicato da: ruotenelvento | giugno 23, 2013

TORRE FLAVIA BENE in COMUNE (ANCHE PER CHI FA KITE)

Il Monumento Naturale Palude di Torre Flavia è una delle poche aree umide retrodunali che sul litorale laziale sono sopravvissute alle bonifiche e ad un’urbanizzazione più o meno selvaggia. Situata tra Ladispoli e Campo di Mare (o se preferite Marina di Cerveteri) e nonostante sia fronteggiata da una spiaggia che richiama migliaia di Romani, sono in pochi a conoscere l’eccezionalità di questa zona con un gran numero di specie rare e di interesse concentrate in poco meno di 50 ettari.

Il Servizio Aree Protette tramite la propria rete di Laboratori territoriali d’Educazione Ambientale  ha organizzato una domenica che permettesse a tutti di conoscere la Palude. Per illustrare quei singoli aspetti che poi si fanno gomitolo ecologico, nell’area erano presenti esperti di diverse discipline naturalistiche e specialisti di biodiversità e di pulizia delle spiagge sostenibile. Sempre incisivo e pieno di verve Sandro Mantovani, che fino a qualche anno fa conduceva l’attività di piscicoltura – soprattutto cefali – all’interno della palude, attività iniziata dal padre negli anni Trenta dello scorso secolo. Ha fatto da guida in mezzo al canneto fino a una delle chiuse che rappresentava parte del sistema di vasche dove crescevano gli avannotti e che poteva essere mantenuto solo con un impegno – anche fisico, pala, zappa e stivali – enorme.

La zona è da anni al centro di polemiche piuttosto accese tra ambientalisti e kiters ed è per questo che uno degli aspetti più positivi della manifestazione è stato il sereno dialogo che si è instaurato tra le istituzioni locali, il referente dell’area Corrado Battisti e coloro che sono interessati al ripristino della kite beach all’interno dell’area protetta. Il problema che pongono i kite è legato soprattutto al disturbo degli uccelli migratori, problema però che in estate è fortemente ridotto. Il piano di gestione di quest’area così delicata è molto rigido – comprensibilmente, niente mezzi a motore, niente costruzioni nemmeno provvisorie com’è accaduto negli scorsi mesi –  ma non esclude la possibilità di deroghe anche perché in molti casi sono stati proprio i kiters gli unici a farsi carico della pulizia della spiaggia. Finalmente per il kiters c’è un punto di riferimento, li rappresenta Celso Caferri – appassionato velista e presidente Assobalneari di Marina di Cerveteri – che si è iscritto a quella Consulta degli Attori Sociali costituita nel 2011 per assicurare una gestione innovativa e condivisa delle aree protette. La libertà non è solo stare sopra un albero oppure aggrappati alla barra con fuori 25 nodi, è partecipazione😉

Enrico Azzini per ruotenelvento


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