Pubblicato da: ruotenelvento | settembre 26, 2013

IL LANDSAILING E’ GIOVANE E VA FORTISSIMO: THOMAS ZEINTL

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Cielo terso di maestrale e il giovane Thomas Zeintl a cannone dopo aver strambato in boa: una delle immagini più belle di The Race 2013 (foto: Robya)

In tutti i Paesi che si affacciano sul Nord Atlantico il carro a vela è, in un certo senso, qualcosa di estremamente normale. Se vi trovate in una spiaggia belga o normanna o sul Pas de Calais sarà molto facile fermarvi ad ammirare, in qualsiasi giorno della settimana, bambini e ragazzi che corrono su due ruote sulla spiaggia compatta. L’ultima volta che ero a Le Touquet era qualche giorno che durava una perturbazione da 35/40 kn, in calo, e gli istruttori hanno fatto armare delle randine da un paio di mq e tutti – anche quelli che sembravano scomparire sotto un casco troppo grande – schizzavamo felici e in sicurezza. Tanto per fare qualche numero, le circa 120 scuole della Federazione Francese licenziano ogni anno intorno alle 100.000 persone, molte delle quali sono giovanissimi, anche al di sotto dei 10 anni. Divertirsi per molti ragazzi diventa poi un gioco più serio e il Campionato Juniores – di solito a maggio- è uno degli eventi più attesi di tutta la stagione.

Sono i giovani che fanno vivere lo sport, e ruotenelvento ne aveva già parlato a proposito di Gioele in Val di Susa. Poi, solo qualche settimana fa, Thomas Zeintl a The Race a Macchiareddu ha sorprendentemente rivelato che anche in Italia ci sono ragazzi che vanno fortissimo, conquistando il terzo posto nella Classe Promo Nazionale.

ruotenelvento – Chi è Thomas Zeintl? Quanti anni hai, cosa studi?

Thomas Zeintl – Sono un ragazzo di 16 anni che studia meccatronica in 3.a superiore e che non ha mai amato il calcio, il basket, pallavolo, o comunque gli sport per cosi dire “convenzionali” perché li considero (ed è solo il mio umile parere) monotoni. Amo gli sport aquatici come il canottaggio, che pratico per quanto mi sia possibile, d’estate, e mi piacerebbe praticare anche wakeboarding..

rnv – Come ti sei avvicinato al landsailing? Qual è stata la prima volta che hai visto un carro a vela da vicino?

TZ – Il come mi sono avvicinato al landsailing è una storia per lo meno anomala a mio parere… la maggior parte delle persone probabilmente ne sentono parlare e magari si incuriosiscono.

Per me la storia è diversa: devo tutto a mio padre che mi ha trascinato nel giro insieme a lui… la prima volta che ho visto un carro a vela? Proprio quando mio padre mi ha fatto pilotare il mezzo telecomandato costruito da lui. Sì, proprio un carro a vela telecomandato! Di lì a poco mio padre ha costruito il suo primo vero kitebuggy e ha conosciuto il gruppo che gira tra Poetto e Macchiareddu. Poi a The Race 2012 ho provato un carro a vela vero e proprio e c’è stato amore a prima strambata… (alla quale ho quasi scuffiato…). Devo inoltre essere grato a mia mamma, che ha sempre supportato me e mio padre dall’inizio sino ad ora…

rnv – Sei riuscito a coinvolgere i tuoi amici in questo fantastico sport? O magari anche i tuoi professori, potrebbe essere interessante…

TZ – Allora, per quanto riguarda gli amici li ho coinvolti ben poco ma più che altro perché è difficile fargli capire cosa si prova in corsa… è una cosa che va vissuta… non si può spiegare… Per quanto riguarda i professori devo dire che la reazione che hanno quando in classe parlo di landsailing è impagabile, nel senso che si interessano veramente tanto e mi fa piacere, lo ammetto. E soprattutto sarebbe interessante se si potesse fare un “convegno”, non saprei, una presentazione di questo sport a scuola per portarlo alla vista dei ragazzi di tutte le età.

rnv – Quali sono le sensazioni che ti piacciono di più quando corri in carro a vela?

TZ – Allora questa é una domanda che speravo di sentire, le sensazioni, beh… la principale, che io vada in carro o sul mountainboard, è di libertà. Mi spiego: posso andare dove voglio come voglio, è una cosa che mi fa sentire padrone della mia vita più di qualunque altra cosa; poi c’è la velocità, oh… la velocità è un fattore essenziale, soprattutto per un ragazzo della mia età, almeno secondo me; c’è poi la sensazione di stare in famiglia, nel senso che chiunque faccia questo sport condivide una parte della vita in comune con me e soprattutto mi capisce, capisce cosa mi piace, le sensazioni in comune; c’e infine il vento, la sensazione che mi dà il vento sul viso quando sfreccio in quella landa lontana da tutto, il vento lava via i pensieri, qualunque pensiero, e non rimane che la calda sensazione regalatami dall’adrenalina.

rnv – Il carro a vela significa vento, derapate, correre in equilibrio su due ruote, insomma sensazioni comuni anche ad altri sport di scivolamento. Tu ne pratichi altri?

TZ – Purtroppo per ora non pratico altri sport del genere ma ho in programma, appena acquistato il mio prossimo aquilone – e primo pump – di cominciare al più presto – oltre ovviamente al landboarding – il kitesurf, che è un sogno per me.

rnv – Nella regata in Classe Promo hai ottenuto un fantastico terzo posto. Qual e stato il momento più entusiasmante della gara?

TZ – Penso che il momento che mi è piaciuto maggiormente sia stata la partenza, che ho fatto in maniera abbastanza pulita e veloce e alla quale ero in testa; c’è da dire però che un momento bello è stato quando ho saputo di essere arrivato terzo, dato che io pensavo di essere arrivato quinto o sesto.

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rnv – Quali sono le condizioni che preferisci? Vento potente e navigazione molto fisica oppure vento leggero, occhio alla vela e regolazioni fini?

TZ – Diciamo che mi piacciono entrambe le condizioni, ma preferisco decisamente le condizioni di vento abbastanza potente, dover combattere col carro per non scuffiare, mantenermi su due ruote per quanto più tempo mi riesce, fare strambate decisamente veloci (e pericolose) e derapare sommergendo con la polvere chiunque sia in boa! Ma penso di preferire il vento forte perché, essendo inesperto, non gestisco bene il carro con poco vento… devo fare ancora molta esperienza per apprezzare veramente il vento debole.

rnv – Il carro con il quale hai corso viene realizzato in casa e si è comportato magnificamente, ottenendo anche un primo posto nella Classe Promo e un secondo nella Open con quello pilotato da papà Roberto. Puoi darci una descrizione di come è stato costruito? Tu hai dato qualche indicazione per renderlo più adatto ai tuoi gusti?

TZ – Il mio è stato il primo costruito, un “prototipo” se vogliamo. La costruzione è stata eseguita principalmente da mio padre, più esperto di me in questo campo, quindi dettagli della costruzione non ne saprei dare. In quanto a regolazioni suggerite da me la più recente è stata la curvatura della sella per risultare più “seduto” che sdraiato, ma si è rivelata essere poco vantaggiosa dal momento che ha alzato il baricentro del carro e ora tendo di più a scuffiare… Una cosa a mio parere molto utile è invece la pedaliera regolabile, comodissima per aumentare il confort alla guida.

rnv – Chi vive in Sardegna è veramente fortunato, tra Macchiareddu, Poetto e saline, solo per citare alcuni posti adatti alla vela terrestre. Tu hai navigato anche in altri spot?

TZ – Per ora ho navigato solo a Macchiareddu ma questo inverno sicuramente navigherò al Poetto e mi piacerebbe poter veleggiare anche nelle saline in zona di Oristano che ho saputo essere molto belle ed estese. Il mio sogno, oltre al Petrano, è di andare in Francia, con spiagge kilometriche e bellissime.

rnv – Le regate sono sicuramente un’occasione per imparare rapidamente cose che in condizioni normali impiegheresti anni. Compatibilmente con i tuoi impegni, se ci fosse la fosse la possibilità ti piacerebbe prendere parte a qualche competizione all’estero?

TZ – Come ho già detto, desidero andare in Francia e, sogno irrealizzabile, andare a vedere i carri “supersonici” in America. Sarebbero delle esperienze veramente uniche e indimenticabili.

rnv – Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

TZ – Dunque… ne ho tanti: diventare sempre più bravo con il carro ed imparare come si deve, poi usare il mountainboard con delle buone vele. Il prossimo spot che desidero visitare è il Petrano e, se possibile anche altri spot sparsi in giro per l’italia. Infine c’e la Francia meta massima, o quasi…

Non mancano né la determinazione in gara né, in generale, le idee chiare: buon vento Thomas, ci si vede presto sulla prossima linea di partenza.

 


Responses

  1. Grazie Enrico! davvero una soddisfazione per il cucciolo di Tartateam e un pizzico di orgoglio per il Papà..a presto e magari perchè no, in Francia….

  2. bellissima intervista !!!!!!
    K

  3. […] il resto. Ci sono padri e figli, molti giovani – ruotenelvento aveva ampiamente parlato di Thomas Zeintl l’anno scorso – e si sono aggiunti Efisio e Daniel, due ragazzi disabili che a bordo […]


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