Pubblicato da: ruotenelvento | novembre 15, 2013

CRABBER: IL CARRO A VELA DI TRAVERSO – 2. parte: IL MODELLO RC

CRABBER RC 04

Per questo Crabber RC mi lancio in una costruzione senza troppi sbattimenti, mi interessa solo verificare come si manovrava l’idea di Peter Shelton.

Il telaio è una classica Y: tre tubi inseriti in un giunto di lamierino al centro del quale si avvita un bullone che porta l’albero. Del filo di ferro impedisce ai tubi di divaricarsi, poi c’è anche una croce di compensato sulla quale installare mozzi, servi e ricevente, birre, panini. La prima impressione è di straordinaria leggerezza. Mi viene in mente Buckminster Fuller, il progettista delle strutture geodetiche che furono lo scheletro tanto di ardite cupole che del bombardiere Vickers Wellington, ma anche Millett Denning, un altro ingegnere britannico che alla metà degli anni Cinquanta impose all’attenzione del mondo i suoi Coronation da record. Millett Denning al peso non ci badava proprio, i suoi landyacht stavano a vuoto attorno ai 350 kg, abitati da un pilota seduto e due prodieri, ci voleva una gru per montare l’albero a traliccio che sosteneva una vela che si avvicinava ai 23 metri quadrati.

CRABBER RC 02

Dopo la breezy-cletta mi pare evidente che la vela me la cucio da solo. Solidale con Pitu, che fa kitesurf con una tavola di compensato, anche per me ogni cosa va bene: un qualsiasi pezzo di tela tagliato porta, ma decido di realizzarla con i ferzi e un po’ di grasso, tanto per vedere come viene. Scarico sailcut, mi annoio dopo 10 minuti e faccio tutto a occhio, ma il computer mi è veramente di grande aiuto quando ci infilo sotto il modello in carta e posso tagliarlo agevolmente senza che mi si arrotoli… Al grasso gli do volutamente troppa enfasi, soprattutto in testa, ma alla fine sono pienamente soddisfatto, godo soprattutto mentre alla macchina sento la cucitura che piega.

CRABBER RC 03

Per le ruote vado a botta sicura in un mercatino dell’usato: vuoi che non ci siano dei pattini in linea semiabbandonati? Un paio di roller senza un freno a 9,90, ci scappano 8 ruote per Crabber e altri progetti, peccato solo che i cuscinetti sono da 6 e non da 8, altrimenti erano buoni anche per il long.

Per i servocomandi mi consigliano quelli da 4,8 kg, ma la struttura è talmente leggera che prendo quelli da 3,7. Il Crabber ha i suoi vantaggi: ovviamente non occorre un servo argano. L’unica perplessità riguarda l’angolo di sterzata. Con 60° non credo che possano replicare fedelmente il comportamento del Crabber con i suoi ampi angoli, ma ce li faremo bastare.

CRABBER: IL CARRO A VELA DI TRAVERSO – 3. parte: IL MODELLO RC 2


Responses

  1. […] che con un po’ di avanzi – scarti di tavole, i servi che erano stati presi per il crabber – nasce il LONGBOARD DOWNHILL TUCK RIDER. Per mantenere la massa più vicino possibile al […]


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