Pubblicato da: ruotenelvento | gennaio 20, 2014

I VELISTI DI TERRA CRESCONO BENE: MA LE VELISTE?

KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA

ruotenelvento riceve, oltre al suo straordinario sorriso, le congratulazioni di Hélène Cazier per aver… ehmmmm… perso il briefing prima della partenza di una manche di Classe 5 a Le Touquet 2006. L’atleta francese ha la mano fasciata per l’albero di un concorrente che le è precipitato addosso durante una gara in Classe 3

Grazie soprattutto all’imponente entusiasmo dei ragazzi sardi il landsailing fa passi da gigante, ma su certi aspetti c’è ancora molto da lavorare. Certe discussioni di genere risultano sempre un po’ così. Comunque. Solide sul versante diportistico, in quello agonistico in Francia le donne non si sono mai limitate ad aggiudicarsi la classifica femminile, ma hanno sempre recitato un ruolo da protagoniste in tutte le Classi. Vale per tutti l’esempio di Hélène Cazier, una velista da assoluto come ha dimostrato conquistando – giovanissima – l’Europeo a De Panne nel 2003 in una categoria combattuta come la Classe 3.

MARIE CHRISTINE  RIBAUD DE GINESTE

Anche un’aristocratica può perdere la pazienza se il pippolino della pompa continua a scappare dalla valvolina del pneumatico: Marié-Christine Ribaud de Gineste – una dei migliori piloti di Standart – a De Panne 2010 (foto ruotenelvento)

In Italia la situazione è sconfortante perché allo sconforto generale degli sport in cui non si rincorre una palla si somma lo sconforto di qualsiasi statistica sulla condizione femminile. Nel kitesurf race, dopo un esordio che attirava diverse appassionate, si stanno facendo passi indietro e del kite terrestre è meglio lasciar perdere: col mountainboard qualcosa c’è, anche di buon livello, ma piuttosto che sedersi in un buggy pare proprio che preferirebbero stringersi in un busto di stecche di balena. La faccenda paradossale è che una volta sedute su un carro a vela – sia che già appartengano al giro vela/kite, sia che non abbiano alcuna esperienza, un fatto dovuto senza dubbio all’istintività e all’iniziale facilità di questo sport, seduto e tranquillo – poi tocca gridargli appresso per un po’ per farle scendere…

BARBARA LANDYACHTING

Donne italiane che hanno navigato su terra all’estero ce ne saranno sicuramente state, ma è molto probabile che Barbara sia stata la prima donna italiana a fare due bordi in Italia. Eccola sul Mal’Ider sulla spiaggia di Lido dei Pini, dicembre 1999. 

 


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