Pubblicato da: ruotenelvento | ottobre 21, 2014

LONGBOARD IN CASA – LA PROSSIMA TAVOLA ME LA COMPRO ITALIANA

Ora sul ruolo e sulla posizione dell’Italia (se meriti di stare in mezzo a un G8 o in basso a un G20, se l’assenza storica di una rivoluzione religiosa o civile abbia malamente contribuito alla formazione del cittadino, se effettivamente gli capiti il culo di custodire il 70 % dell’arte dell’intero Universo, se un 4 cilindri bialbero 1290 c.c. con un 2 Weber orizzontali doppio corpo permetta di inseguire la felicità meglio di un gorgogliante V8 409 c.i. coronato da un quadricorpo Carter)  si possono avere opinioni piuttosto contrastanti. Pazienza. I parametri sono diffusi e un po’ rarefatti e le statistiche barano sempre, quindi sarebbe meglio stare con i piedi su quello che si conosce per esperienza diretta. Quindici anni fa il landsailing nel nostro Paese non esisteva. C’erano Paesi nei quali il landsailing era ugualmente inesistente ma che si davano delle arie (potrei pensare a qualcosa di ben definito in Africa e in Sudamerica). Oggi lo sviluppo che ha avuto il carro a vela in Italia è sotto gli occhi di tutti. Se i piloti fossero meno timidi e con maggiore spirito d’iniziativa – farsi sentire in FISLY, partecipare alle competizioni, capire l’importanza delle saldature ma anche del “sistema” – staremmo un pezzo avanti e dietro solo alle Grandi Atlantiche (e tutto questo – è da notare – senza spiagge) e al Pacific Rim.

TAVOLA ROMANA - ROMAN LONGBOARD

Non è uno shaper, ma a ruotenelvento piace cazzeggiare realizzando tavole “fatte a Roma”; in realtà in tutta Italia ci sono professionisti che sanno costruirle bene e per qualsiasi disciplina

Poi è venuto il longboard. Ha sfumature diverse, ma sostanzialmente è una tavola con le ruote con un tipo sopra che la porta più o meno barcollando sopra una strada. Qui la situazione sarebbe – in teoria – anche migliore. In effetti manca proprio nulla. Sulle strade niente da dire, lo racconta anche l’Audi (chiaramente nello spot dedicato al Moustaschistan dirà che le strade moustaschistaniane non le batte nessuno…). Di discese spettacolari ce ne sono un fottìo, considerando che molte le ho percorse per lavoro – anche se al contrario – per dieci anni di salite e CIVM. Gli asfalti daranno qualche pensierino, ma francamente chi è abituato a Roma non ci farà nemmeno caso. I riders? I riders non lo so: qui la scena romana vede gente gajarda e temeraria, i video in giro spaccano, quindi scarsi non saranno. Infine – e arriviamo al punto – le tavole o, nel complesso, i materiali. Anche se qualcuno potrebbe riuscire a rendersi ridicolo con il protezionismo (sangue, terra e solo acero rosso de dietro casa mia), non è quello: è solo stupido non provare quello che a parità di qualità e prestazioni potresti trovarti qui. Mica vorrete venire a raccontarmi che con tutta l’eccellenza degli artigiani e delle PMI e di quelle pure grandi e la Ducati e la Ferrari e il Pontormo e l’Ammannati non trovo una tavola che mi sta al livello delle americane (se le realizzano veramente lì)? Per tutte queste cose la mia prossima tavola da freeride sarà italiana*. Una panoramica della produzione nazionale si è avuta qualche domenica fa a Roma in un’altra delle iniziative promosse e superbamente organizzate da Snowpress/Longskate Night, il Roma Longboard Fest – Italian Shapers Meeting. Ognuno farà le sue scelte, ma intanto gli shapers – una quindicina da tutta Italia – hanno avuto spazio per mostrare quello che sanno fare. D’altra parte per essere solo un pezzo di legno – si parla di deck, anche se cominciano ad apparire i truck, e anche per i deck c’è parecchia differenza tra un cruiser piatto e una DH specializzata formata tridimensionalmente – gli girano intorno un sacco di cose. C’è la comunicazione, c’è la distribuzione, c’è lo stile e la grafica – aoh se c’è lo stile e la grafica! – e c’è il prezzo (che dipende logicamente dai volumi). Su certe cose si deve crescere, ma comunque la mia prossima tavola sarà una…😀

* Anche se sono certo che, come utente-pippa, riuscirei ad apprezzare il flex e la reattività di una Restless NKD Advanced (500 euri su sick) per fare il giro del palazzo.


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