Pubblicato da: ruotenelvento | maggio 5, 2015

IL GLOSSARIO DEL KITESURF: FOIL KITE

KITECH 19 CALBUCCI

Ancora una voce tratta dal glossario in coda al ROMANZO DEL LONGBOARD E DEL KITESURF, stavolta con un termine fondamentale come FOIL.

FOIL – Nome convenzionale italiano di aquiloni a celle, o a cassoni (quindi cassonato, ma in tal caso con sfumatura dispregiativa, a meno che non sia utilizzato tra membri della comunità foil, quando diventa scherzoso e confidenziale, come nigger tra Afroamericani). In realtà la definizione anglosassone più diffusa varia – anche commercialmente – da twin skin a ram air kite, con poche eccellenti eccezioni (Ozone). Foil esiste prevalentemente in quanto morfema, suffissoide o prefissoide: parafoil, foil-kite, airfoil, hydrofoil o Flexifoil, Marchio che introdusse il concetto negli anni Settanta. Questo perché la traduzione del termine foil preso da sé, isolato, è lamina, oppure antagonista, oppure – in inglese antico – sconfitta, come canta per esempio Milton (Paradiso perduto, Libro X):

Within Hell-gates till now; thou us impowered

To fortify thus far, and overlay

With this portentous bridge the dark Abyss.

Thine now is all this World;thy virtue hath won

What thy hands builded not; thy wisdom gained,

With odds, what war hath lost, and fully avenged

Our foil in Heaven.

Le celle vengono esposte al vento perché questo le gonfi. Una volta gonfiate il complesso assume una sua rigidità che lo rende in tutto e per tutto simile ad un’ala. Esteticamente molto bello da farlo e vederlo volare, è apprezzato per la nobile leggerezza, soprattutto come mezzo da trazione su neve e su terra: in acqua è meno diffuso, per naturale tendenza dei liquidi a riempirne le celle. Rispetto ad un aquilone gonfiabile (conv. pump), richiede una maggiore abilità nel maneggio ed una tensione spirituale che si avvicina all’ascesi aristocratica. Riassume insomma molti elementi di quello che l’antropologo e storico delle religioni Robert Ranulph Marett (1866 – 1943) vedeva nel modo d’essere negativo (ma positivo in senso sociale) del soprannaturale, cioè il tabu nella sua definizione classica di “da non doversi accostare con leggerezza”.


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: