Pubblicato da: ruotenelvento | febbraio 12, 2016

BIKER SHERLOCK E L’INCAPACITA’ DI COMPRENDERE COSA MANCA

URETHANE SUICIDE

La morte di Dave Mirra ha sconvolto quello che si potrebbe definire l’ambiente di coloro che seguono gli sport estremi, per qualsiasi cosa estremo possa significare. Come un po’ oggi tutti sanno, Mirra era il rider di BMX che aveva ottenuto il maggior numero di successi negli X-Games. A 41 anni si è sparato. Si è sparato due mesi dopo Biker Sherlock, che era sicuramente meno noto al grande pubblico, per quanto anche lui fosse stato uno dei protagonisti degli X-Games, che uno potrebbe anche pensare menino male.

Biker Sherlock è stato uno di quei rider che dalla seconda metà degli anni Novanta hanno contribuito alla diffusione del downhill e soprattutto del luge non solo scendendo a cannone, ma anche come team manager e produttore di materiali e infine occupandosi di promozione per entrambe le discipline come presidente della Extreme Downhill International.

E’ chiaro che un conto è buttarsi in dh, perdere il controllo e finire contro un camion sulla Glendora Mountain Road, un altro conto è che

da qui – da questo posto: abbastanza loffio, dove tutto non sembra accadere, dove le strade e le onde non sembrano le stesse – sembrava che non poteva esserci che

TUTTO BENE, NO?

i campi d’oro morbidi della California e poi giù a scendere per prendere onde a Pacific Beach e una famiglia e due figli (anche Mirra aveva due figlie, ma in North Carolina), vivere andando veloce, creare un Marchio che diventa celebre (Dregs, sia per le tavole che per le ruote realizzate con oli di soia Luv Yo Mutha, se ne trova ancora qualche set su Amazon), diventare uno dei migliori rider di downhill e streetluge, sorridere sempre e poi un giorno – tra i 40 e i 50 anni – ammazzarsi. Nella vita da fuori sembrano sempre un sacco di cose.

Se Dave Mirra aveva addirittura fatto parte del Subaru rally Team USA dal 2011 al 2013 nel Global RallyCross Championship, anche a Biker Sherlock tra una run e l’altra piaceva spaccarsi in auto

ruotenelvento si è già occupato di sportivi autodistruttivi in Quello strano campione del mondo dedicato a Renato Croce, opera della quale un’anteprima è disponibile online.


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