Pubblicato da: ruotenelvento | aprile 29, 2017

IL LONGBOARD COME PARTE DELLA CITTA’ #5 – IMPARARE DAI CICLISTI, BIKE SNOB MANIFESTO

Le bici sono apparse prima degli skate. Non tanto: solo una settantina di anni se si considera l’introduzione della safety bike, quella con le ruote anteriori e posteriori uguali, per intenderci. Avranno qualcosa da insegnarci sicuramente, ‘sti ragazzi.

Eben Weiss vive a New York, è stato anche skater, almeno quando girava con la tavola nel campo universitario, prima che si lasciasse sedurre dalla BMX e diventasse popolarissimo con il suo blog nato nel 2007,  Bike Snob NYC.

Leggendo con ordine, dal punto di vista storico/evoluzionistico possiamo assistere all’esplosione del fenomeno dei messenger (e borse relative) e poi al vizioso legame gentrificazione, hipster e bicicletta, soprattutto a scatto fisso e senza freni, in nome di una molesta quanto contraddittoria aspirazione a pulizia e somma purezza.

Ciclabile e skate si può come tutto il resto

Esistono personaggi che popolano la città e quel modo di viverla che abbiamo scelto. Sono stati infilati in categorie – o hanno fatto di tutto per farcisi infilare – e chi ne ha vissuto per primo la contiguità ha cominciato un processo di classificazione. Solo che forse non avevamo consapevolezza di come potessero chiamarsi.

Tra i “tipi” individuati da Weiss c’è il CICLISTA METROPOLITANO. Molto sciallato, cicchino, accuratamente trascurati lui e il mezzo, da solo di questi tempi passerebbe inosservato se non fosse che – vita vera, a Roma – a volte si accompagna con ciclista con Specialized, tutina, casco, scarpette, e addirittura occhiali. Difficile capire se lo faccia apposta, se cerchi nel contrasto l’attenzione che pochi ormai gli dedicano

A volte siamo allo stesso livello di Homer Simpson che cerca “l’aggeggio di metallo… che si usa per… scavare… il cibo”. Tutti conosciamo una Bella Godzilla, anche se non sapevamo che la Tradizione – o i ciclisti newyorkesi –  le avesse assegnato il nome di Bella Godzilla.

Bici, skate, promiscuità

Non si può essere d’accordo su tutto. Weiss diffida della definizione di cultura. Forse perché lo spettro, rimanendo per la bici troppo ampio, spappola, ma bisognerebbe capirsi su cosa si intende per cultura. Per lo skate tifo rivolta ma anche cultura perché va prodotta un’epica. Un altro punto sul quale sorge qualche divergenza è il potere del mercato. Se l’essere ciclisti incontra degli ostacoli, la colpa maggiore – scrive Weiss – non è dell’industria dell’automobile, ma di quella di bici ed accessori, con venature terroristiche, come nel caso del casco o dell’impotenza maschile. Nello skate, disciplina nella quale la pratica è già una forma di selezione e l’individualismo è ancor più marcato, è il rider stesso che rivendica una sua eccezionalità e superiorità: non è il mercato che rende estremo uno sport normale, ma lo skate stesso e chi lo pratica con maggior rischio del ciclista, con venature enfatizzanti.

Meglio pulire il pavimento dietro il cesso o i cuscinetti?

Ci sono analogie tra i due mondi. Se il corrispettivo del pulire il pavimento dietro il cesso per il ciclista è la manutenzione della catena – fa schifo, è una rogna, ma va fatto – per lo skater è il cuscinetto. Siamo nel campo della tecnica, ma anche molti sentimenti hanno le stesse radici. Le leggi possono essere ignorate se si utilizza il buon senso. La consapevolezza di ciò che si sta facendo, al contrario dell’automobilista che può godere del lusso della distrazione. Il potere dell’aggregazione anche nella sua espressione più maligna della “pressione dei pari”. L’affinamento di una lucidità superiore. E soprattutto il principio della militanza, con la conseguenza che più uno si abitua a vedere una cosa e più è disposto ad accettarla. Che è un po’ quello che significa fare politica.

Minima parte della fornitissima sezione ciclistica alla Casa del Parco, dentro Pineta Sacchetti

EBEN WEISS – BIKE SNOB MANIFESTO – Elliot Edizioni, Roma, 2010, traduzione di Veronica La Peccerella – prezzi variabili da euro 7,25 ma se passate alla Biblioteca Casa del Parco trovate una sostanziosa sezione dedicata a queste cose

IL LONGBOARD COME PARTE DELLA CITTA’ #1 – TORINO

IL LONGBOARD COME PARTE DELLA CITTA’ #2 – VISIBILI E INVISIBILI

IL LONGBOARD COME PARTE DELLA CITTA’ #3 – DA UNA ALL’ALTRA, LA TAVOLA IN VIAGGIO

IL LONGBOARD COME PARTE DELLA CITTA’ #4 – ROMA: AUDITORIUM, MAXXI E LA CICLABILE DI VIALE ANGELICO

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